migrazione archivi di posta a Smartermail

PREMESSA

Questa guida si applica specificatamente alla migrazione degli archivi di posta dal server https://s.smacloud.it/wm/  (in dismissione) al server SmarterMail webmail.smacloud.it
In linea di principio, adottando le necessarie correzioni, può essere seguita in generale per tutte le migrazioni di archivi di posta (anche provenienti da altri server) verso il server SmarterMail webmail.smacloud.it

 

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Entrare nella webmail del nuovo server, all’indirizzo webmail.smacloud.it,

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Selezionare “Impostazioni avanzate”…

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… e quindi “migrazione caselle postali”

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Come “tipo di account” indicare “altro”.

Se si vuole cancellare integralmente tutti i contenuti attuali della nuova casella (in modo che poi vi siano presenti solo quelli che importeremo), selezionare la casella “Elimina gli elementi già esistenti nella casella di SmarterMail”.
Non selezionando la casella, verranno mantenuti anche gli archivi già esistenti.
In caso di dubbi: NON selezionare questa casella.

 

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Selezionare “email” e, eventualmente, “contatti”.

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Inserire i dati del server da cui prelevare gli archivi.
Per il server s.smacloud.it/wm/ :

  • come “tipo” selezionare IMAP
  • come “indirizzo server” inserire mail.smacloud.it
  • come “porta” viene proposto automaticamente il valore “143” (non modificarlo)
  • inserire come “nome utente” il proprio indirizzo email completo
  • ed infine inserire nel campo “password” la password che veniva utilizzata sul vecchio server https://s.smacloud.it/wm/

 

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Dare conferma dell’operazione cliccando su “inizio”

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A questo punto l’operazione di migrazione inizierà, ed un contatore (che si aggiorna ogni alcuni secondi) ci informerà sul numero di messaggi trasferiti.

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Il tempo necessario a completare l’operazione dipenderà dalle dimensioni degli archivi da trasferire: da pochi minuti, fino a parecchie ore.
E’ possibile effettuare altre operazioni sul PC, mentre il processo di migrazione prosegue.
E’ anche possibile chiudere la finestra del browser: la procedura di migrazione procederà ugualmente in background, e sarà possibile monitorarla riaccedendo alla funzione (consigliamo però di lasciare la finestra aperta, in modo da poter controllare l’importazione per tutta la durata del processo).
I messaggi importati saranno visibili su SmarterMail solo al termine della procedura di importazione.

Utilizzo di Zend Framework 2

Zend Framework 2 (ZF2) è un diffuso strumento per lo sviluppo di siti ed applicazioni in  PHP.

E’ possibile utilizzarlo nei nostri piani hosting Linux (Linux Basic Illimitato, Linux Pro, Fracto Linux)

Per l’installazione corretta:

  • il sito deve essere pubblicato interamente nella directory htdocs

 

  • il file index.php in htdocs dovrà contenere il seguente codice:
    <?php
    include 'public/index.php';
    ?>

 

  • il file .htaccess dovrà contenere il seguente codice:
    SetEnv APPLICATION_ENV production
     RewriteEngine On
     RewriteRule .* index.php

 

 

 

Come richiedere assistenza per i nostri servizi

[box]Nota: questa guida si applica a tutti gli utenti dei servizi di Hosting Shared (Hosting Basic Illimitato, Hosting Pro, Hosting WordPress, Fracto), servizi cloud CronusCloud (CronusVPS, CronusMail, server SMTP), servizi di colocation, server dedicati, servizio di registrazione domini.[/box]

 

E’ possibile effettuare una richiesta di assistenza in due maniere differenti:

metodo A (preferibile):

  • effettuare il log-in su https://helpdesk.smacloud.it/PanelNML
    (i dati di log-in sono i medesimi di panel.newmedialabs.it; se li avete smarriti, potete effettuarne il reset su panel.newmedialabs.it cliccando su “password dimenticata”)
  • selezionare “apri un ticket”
  • selezionare il tipo di assistenza richiesta, scegliendo fra:
    Helpdesk (Assistenza Tecnica)
    Sales & Marketing (Informazioni Commerciali ed amministrative)
  • indicare con precisione il servizio o il dominio per cui si richiede assistenza
  • indicare l’oggetto della richiesta
    usare una descrizione specifica, evitando diciture generiche tipo “richiesta assistenza”, “apertura ticket”, “aiuto!”…
    Indicare sinteticamente ma correttamente il tipo di richiesta è importante per poter indirizzare poi il ticket al tecnico più qualificato o al reparto competente
  • descrivere con il maggior dettaglio possibile il problema lamentato
    Ogni informazione – anche apparentemente inutile – che inserirete nella richiesta, permetterà al tecnico di inquadrare meglio il problema, e magari di risolverlo fin dalla prima risposta.
    Si eviteranno così inutili “rimbalzi” e si risparmierà tempo – a vantaggio di tutti, ma soprattutto vostro.
  • sarà possibile caricare eventuali allegati

Metodo B

  • inviare una mail a:
    hd@smacloud.it (Assistenza Tecnica)
    oppure a
    sales@smacloud.it (Informazioni Commerciali ed amministrative)
  • IMPORTANTE: la mail deve essere inviata dall’indirizzo email di riferimento dell’account!
  • nell’oggetto della mail, specificare il servizio o il dominio per cui si richiede assistenza e, succintamente, l’oggetto della richiesta
  • descrivere infine il problema lamentato.

Alla mail sarà possibile associare degli allegati (dimensione massima: 1 MB)

Una volta aperto il ticket (indifferentemente con quale dei due metodi), le risposte vi verranno notificate per email; successivamente, potrete rispondere e continuare ad interagire con i nostri consulenti con un semplice e veloce scambio di email, oppure collegandovi a helpdesk.smacloud.it/PanelNML; ogni email sarà tuttavia memorizzata, e lo “storico” del ticket potrà poi esser consultato su helpdesk.smacloud.it/PanelNML

NOTE:

  • all’oggetto del ticket verrà aggiunto il codice identificativo del ticket, del tipo FPL-809-43017
    E’ importante non modificarlo, e rispondere alle mail lasciandolo sempre inalterato!
  • aprendo un ticket su helpdesk.smacloud.it/PanelNML, è possibile selezionare la priorità dello stesso, scegliendo fra “bassa” e “normale”
    I ticket aperti per email avranno invece sempre priorità “bassa”
  • in un ticket, limitarsi ad affrontare un solo problema ed un solo servizio.
    Se si hanno richieste differenti, oppure riferite a servizi differenti, aprire due o più ticket separati.
    Ogni ticket sarà indirizzato verso il consulente specifico per ogni problema; affrontare argomenti differenti e slegati fra di loro all’interno di un unico ticket è fonte di confusione e ritardi.

In cosa consiste il servizio “Whois Privacy” per i domini?

Quando registri un dominio di tipo gTLD (.com, .net, .org, .info) per regolamento i “dati di contatto” usati per la registrazione (Nome, Azienda, Indirizzo, numero di telefono, indirizzo email) sono pubblici, e quindi accessibili a chiunque attraverso una semplice ricerca “whois”.

Questi dati sono quindi liberamente disponibili in rete, ed a rischio abuso (anche, ad esempio, per l’invio di spam).

Il servizio “whois privacy” di DomainRegister.it serve ad ovviare a questo problema, “mascherando” i dati reali di contatto attraverso degli appositi dati di contatto generici.

Cosa accade quando qualcuno cerca d contattare il Registrante di un dominio protetto da “whois privacy”?

Esistono dei casi in cui il tentativo di contattare il registrante di un dominio è legittimo. Cosa accade in questi casi?

  • Lettere, pacchi, telegrammi, corrispondenza ordinaria di qualsiasi tipo inviati all’indirizzo postale indicato dal servizio “whois privacy” verranno respinti.
  • Chiamate telefoniche al numero indicato dal servizio “whois privacy” riceveranno una risposta automatica in cui si invita ad inviare una email
  • Messaggi email inviati all’indirizzo indicato dal servizio “whois privacy” riceveranno una risposta automatica: il mittente sarà invitato a visitare una determinata pagina, nella quale quale potranno compilare un form, il cui contenuto sarà infine inoltrato al Registrante ai suoi effettivi dati di contatto.

In tal modo i dati di contatto effettivi del registrante saranno preservati, e tale procedura costituisce inoltre un efficacissimo filtro contro lo SPAM.

Acquisto e rinnovo del servizio “Whois Privacy”

E’ possibile acquistare il servizio sia al momento della registrazione/trasferimento del dominio, sia in qualsiasi altro momento successivo.
Per acquistarlo al momento della registrazione/trasferimento: è sufficiente selezionare la relativa opzione che – se disponibile per quel certo dominio – viene automaticamente proposta.
Per acquistarlo in un momento successivo: è possibile ordinarlo dal pannello di amministrazione del dominio, cliccando su “add on”
Il servizio acquistato dura un anno; se acquistato contestualmente alla registrazione la data di scadenza del servizio Whois Privacy coinciderà con quella del dominio; in tutti gli altri casi potrà differire – anche sensibilmente – dalla data di scadenza del dominio.
Se il servizio “Whois Privacy” alla scadenza non viene rinnovato, verrà semplciemente cancellato, senza ulteriori formalità.

Come disabilitare il servizio “Whois Privacy”

Per disabilitare il servizio Whois Privacy bisogna effettuare la richiesta attraverso un ticket di assistenza.
Il servizio verrà cancellato, di norma, entro il giorno lavorativo successivo, ed entro poche ore i dati torneranno nuuovamente visibili.
A seguito della disabilitazione del servizio “Whois Privacy”, non è previsto alcun rimborso per il periodo residuo di servizio.

Perchè è necessario questo servizio? Non posso semplicemente registrare il dominio usando dati fittizi?

No, non è possibile: un dominio registrato utilizzando dati di contatto non veritieri potrà esser cancellato d’ufficio da parte del registry in qualsiasi momento.
In particolare, sugli indirizzi email viene adesso attuato un controllo sistematico e periodico; ed utilizzare indirizzi email fittizi, errati o non più in uso porta prima alla sospensione e poi alla cancellazione del dominio.

Come scegliere il nome di un dominio?

10 consigli tecnici sulla scelta del nome

1: Esiste già? Check Domini già utilizzati: la primissima cosa da fare per escludere che il nome che stiamo prendendo in considerazione non sia già stato utilizzato. Whois.

2: -_ Quello alto o basso? Meglio non utilizzare il trattino: è spesso confuso con l’underscore, è difficile da dettare vocalmente ed è facile da dimenticare.

3: Acuto o grave?
Accenti: gli utenti dimenticano di mettere l’accento nella barra degli indirizzi dei browser, meglio evitare di usare lettere accentate nel nome del dominio.

4: Uno o più oggetti e soggetti
In molti casi tendiamo a rendere il nome plurale perché al singolare il nome del dominio è già stato preso. Statisticamente il primo tentativo che viene eseguito sulla barra del browser è al singolare, perciò in questo caso si invierebbero i propri potenziali clienti tra le braccia dei competitor.

5: Andare sul sicuro
Pensate in termini di “Basso Rischio Refuso”. Evitate nomi in cui si possano confondere ad esempio 0 e O, oppure nomi che contengono parole che vengono spesso scritte con ortografia errata.

6: Breve
Avete 63 caratteri a disposizione e i nomi troppo corti o gli acronimi sono in molti casi già stati utilizzati. Quelli troppo lunghi sono più difficili da ricordare o da stampare nella vostra comunicazione tradizionale, ad esempio pensate al vostro biglietto da visita. Tenete una lunghezza media per evitare di incorrere in un nome troppo corto e già presente o troppo lungo ed esposto a refusi.

7: Universale o particolare? Verticalizzare e concentrarsi su un dettaglio, un punto di forza, un sicuro lato forte della vostra impresa. Evitate nomi generici che non aggiungono valore e non vi differenziano dagli altri.

8: Bel suono, non cacofonico
Pensate di dover dire il nome del vostro dominio ad amici e parenti, il nome deve suonare gradevole. Provate a ripeterlo ad alta voce e a dirlo a un conoscente, sentite la reazione che avrà e tenetela presente.

9: Nome dominio e nome sito
E’ importante che il nome del dominio e quello del sito coincidano. Tenete presente che quando si cerca un sito si consultano i motori di ricerca digitando come prima cosa il nome.

10: Numeri romani o lo devo proprio scrivere a lettere?
Il numero nel nome rischia di creare malintesi quando darete il vostro indirizzo verbalmente. Pensate a un nome di dominio come unduetrestella.it e a quanti contatti potreste perdere o in quanti casi rischiate di complicare un nome semplice.

10 consigli creativi per scegliere il nome

1: Semplificazione
Usare parole semplici come farebbe un undicenne, ma pensando a concetti complessi. Questo modo di ragionare vi porterà a scrivere e pensare su due piani diversi e noterete che il risultato sarà facile da comprendere, ma al contempo creativo ed estroso.

2: Art attack
Prova a disegnare il nome, ci riesci? Divertiti a disegnare il tuo sogno e lasciati ispirare.

3: Metaforicamente parlando
Prova a pensare a diverse metafore per descrivere il tuo nome.

4: Mix and match
Prova a unire due parole che per te sono fondamentali ed esprimono alcuni dei valori della tua impresa.

5: Fashionable
Non pensare a mode e trend, ad esempio se vanno di moda i nomi che finiscono con una certa desinenza (creatively.it) o le formule con il soggetto (iocanto.it) ricorda che quel nome resterà potenzialmente per sempre, ti accompagnerà in ogni fase del tuo business.

6: I 5 sensi
Usate tutti i vostri sensi per raccontare un solo oggetto, soggetto o servizio. Questo vi aiuterà a pensare in modo creativo.

7: Nel Blu dipinto di Blu
La University of British Columbia ha dedicato uno studio alla questione dei colori, decretando che il blu è un colore che stimola e aumenta la creatività

8: Mangiare con le mani
Sentire la consistenza delle cose con le mani, mangiare senza usare le posate, nutrirsi come da piccoli, riflettere sulle sensazioni questo aiuta la creatività e riporta il tatto in primo piano.

9: Magico nove
Scrivi 9 parole che rappresentano la tua filosofia, i tuoi valori e le tue passioni. Queste non cambieranno nel tempo e resteranno parte del tuo business anche in futuro.

10: Fatevi delle domande
Scrivere velocemente la stessa domanda da diversi punti di vista. Provate a scrivere lo stesso concetto scambiando i soggetti e gli oggetti, rendendo il vostro pensiero fluido. La rapidità con la quale scriverete le domande renderà meno rigido e più immediato il vostro pensiero, quindi più creativo.

(fonte: “Dai un nome al tuo sogno – La guida dalla A alla Z per principianti sognatori” del Registro.it)

Dominio e Hosting separati: quando e perché?

Molti utenti ritengono che la registrazione di un dominio (come per esempio DomainRegister.it) sia solo una parte accessoria del servizio di hosting (spazio web, email ecc.)
Tant’è che molti provider offrono per il servizio di hosting un “pacchetto”, nel quale è “compresa” la registrazione del dominio.

Nella realtà, sono due servizi ben differenti, che solo per una questione commerciale e per una presunta “comodità” vengono talvolta venduti assieme.

Nella realtà, “registrazione dominio” e “servizi hosting” sono cose ben distinte, e per ottenerli possiamo rivolgerci ad aziende differenti: ovvero, registrare il dominio presso un certo operatore, ed associarlo ad un servizio di hosting fornito da un altro operatore.
Non solo “possiamo” farlo, ma spesso è la scelta migliore.
Vediamo perché.

Mai tenere tutte le uova nello stesso paniere

Se accade qualcosa ai server del servizio di hosting, ed il dominio è registrato presso lo stesso provider, probabilmente sarà bloccato anche questo. Non possiamo quindi fare nulla, se non attendere che il servizio di hosting risolva velocemente i suoi problemi.
Se il dominio fosse registrato altrove, potremmo invece facilmente dirottare il traffico su qualche altro servizio di hosting. Basterebbe andare sul pannello di controllo del provider che gestisce la registrazione del dominio, e reimpostare i puntamenti DNS su un altro servizio di hosting.

Dominio in ostaggio?

Può capitare che un provider, in contenzioso con il cliente, non rilasci il dominio, permettendo di trasferirlo altrove. In tal modo blocca il servizio del cliente, obbligandolo – di fatto – ad accettare le condizioni che gli impone, giuste o sbagliate che siano.
Si, certamente, non potrebbe farlo… ma esistono mezzi semplici, veloci ed efficaci per obbligarlo a rispettare le regole? No, non esistono. E quindi la soluzione più veloce – e spesso anche la più economica – è quella di cedere alle sue richieste.
Se il dominio è registrato presso un provider differente da quello che vi fornisce il servizio di hosting, quest’ultimo non avrà la possibilità di ricattarvi bloccandovi il dominio.
Credete che il caso non sia frequente? Vi sbagliate.
Un po’ di esempi:

http://www.hostingtalk.it/forum/domini-e-registrazioni/9179-epp-in-ostaggio.html/
http://www.hostingtalk.it/forum/domini-e-registrazioni/34439-eastitaly-e-la-non-autorizzazione-ad-andarsene-possibile.html/
http://www.kaspo.it/2010/06/dominio-in-ostaggio/

Maggior competenza

La registrazione dei domini è materia oltremodo complessa, che tocca aspetti tecnici, amministrativi e legali.
Raramente chi si occupa di hosting riesce ad avere le competenze specifiche necessarie a fornire un’assistenza adeguata in tema di registrazione domini.

Convenienza economica

Anche la registrazione domini non sfugge all’universale legge di mercato: più un cliente acquista, migliore il prezzo che riesce a spuntare.
Concentrando la registrazione dei propri domini presso un unico operatore, si riusciranno a spuntare condizioni economiche migliori.

Maggior assortimento

I piccoli provider si limitano normalmente alla registrazione dei domini principali: .com .net .org .info .biz .eu .it … e spesso pochi altri.
Se per la vostra necessità dovete registrare un dominio “esotico”, magari di gestione particolare (come può essere per esempio un .com.br o un .ru), il provider di hosting spesso non potrà aiutarvi.
Un operatore specializzato invece non solo potrà procedere alla registrazione, ma potrà anche assistervi nelle particolari procedure che talvolta contraddistinguono alcuni tipi di domini.

Gestione DNS più completa e flessibile

Normalmente i servizi DNS forniti nell’ambito di un pacchetto “dominio ed hosting tutto compreso” sono, in qualche maniera, castrati: possono venir poste pesanti limitazioni all’utente sul tipo di record utilizzabili, oppure possono esser impostati solo record che puntino a server del provider, o addirittura proprio non è possibile alcuna gestione dei DNS, che viene svolta completamente dal provider in funzione dei propri servizi, senza nessuna possibilità di personalizzazione.

Maggior affidabilità dei DNS

Molti piccoli provider si realizzano i server DNS “in casa”, magari utilizzando i medesimi server usati per i servizi di hosting (una volta ci è capitato addirittura di scoprire un provider che aveva i due server DNS sul medesimo server fisico, al quale erano semplicemente associati due differenti numeri di IP)
In questi casi, se a QUEL server succede qualcosa, tutti i domini registrati attraverso quel provider diventeranno improvvisamente irraggiungibili.
Ciò è successo in passato anche con aziende di una certa dimensione. Per esempio, nell’aprile del 2011 “caddero” entrambi i server DNS di Aruba, in conseguenza del famoso incendio scoppiato nella sua farm: ciò provocò l’invisibilità anche di tutte quelle migliaia di domini che, pur non utilizzando servizi di hosting di Aruba, erano registrati attraverso Aruba e ne utilizzavano i server DNS.
Imparata la lezione, da quella volta Aruba si istituì anche dei server DNS distribuiti geograficamente in nazioni differenti (cosa che noi di DomainRegister.it abbiamo realizzato fin dal 2008)

[box] I server DNS di DomainRegister.it sono tre, distribuiti geograficamente tra Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Sono strutturati in modo che un eventuale problema, di qualsiasi genere, su uno o anche due server contemporaneamente, non comprometta l’efficienza del servizio. L’uptime ottenuto nel corso degli ultimi quattro anni è stato del 100,00%. (per approfondire…)[/box]

Maggior selettività del servizio di hosting

La scelta di mantenere registrazione dominio ed hosting su provider distinti vi permette di operare con maggior selettività nei confronti del provider del servizio di hosting, richiedendo due caratteristiche che, solitamente, nei “pacchetti” di servizi di fascia inferiore non sono comprese. Queste due caratteristiche (raramente pubblicizzate dei provider, oppure nascoste in piccolo nelle pagine più “tecniche”) si possono sintetizzare in due domande, che dovrete porre al vostro provider di hosting:

  • i tuoi servizi di hosting possono esser usati con un dominio registrato presso altro provider?
  • i tuoi servizi gestiscono i “domain alias” ?

Il primo è proprio quello di cui stiamo parlando, ed è indispensabile. Il fatto che il provider lo abbia previsto e lo permetta gioca a suo favore, perché dimostra che ha una consapevolezza delle esigenze reali del mercato professionale, e che ha realizzato i suoi servizi in maniera flessibile.

Il secondo, ci permette di “puntare” al medesimo servizio di hosting e, quindi, al medesimo sito con due o più nomi di dominio differenti.
Ciò è utile in molti casi:

  • se l’azienda ACMExyz opera in differenti nazioni, potrà aver registrato i vari differenti domini nazionali (ccTLD), ma tutti punteranno al medesimo servizio di hosting (magari accogliendo il visitatore in lingue differenti, a seconda della sua provenienza): quindi si potrà avere il dominio ACMExyz.it (che punta al sito in italiano), ACMExyz.de (che punta al medesimo sito, ma nella versione tedesca), ACMExyz.com (inglese) ecc.
  • se l’azienda ACMExyz ha assorbito in precedenza un’altra azienda che si chiamava ACME2, oppure se ha cambiato nome, è utile che conservi i vecchi nomi a dominio della stessa, reindirizzandoli sul nuovo sito; quindi, al sito principale ACMEsyz.it “punteranno” anche i “vecchi” domini” ACME2.it, ACME2.com ecc.
    In tal modo non verrà perso il traffico proveniente dagli utenti del vecchio sito, nè il valore dei vari link sparsi in giro per la rete che indirizzano verso il vecchio sito.
  • domini di valore SEO, registrati cioè solo per “catturare” traffico dai motori di ricerca per indirizzarli verso il proprio sito.
    Se ad esempio l’azienda ACMExyz produce macchine per la sbucciatura delle arance, potrà registrare i domini SBUCCIATURA-ARANCE.it, COME-SBUCCIARE-ARANCE.it ecc., facendoli tutti puntare al proprio sito ACMExyz.it oppure ad una pagina realizzata specificatamente.
    Questo artificio le permetterà una maggior visibilità nei motori di ricerca.

[box]Tutti i servizi di hosting di DomainRegister.it possono esser utilizzati anche con domini registrati presso altri provider; ciò vale addirittura per il nostro piano hosting di fascia più bassa, il “Basic illimitato”. Il piano “Hosting pro” permette anche l’uso di domain alias[/box]

 Per approfondire:

http://www.hostingtalk.it/forum/shared-e-managed-webhosting/12209-dominio-e-hosting-separati-motivi-e-modalit%C3%A0.html/

Why You Shouldn’t Register Domains With Your Web Host

Ri-emissione (reissue) di un certificato SSL GeoTrust True BusinessID SAN

Per riemettere (reissue) un certificato SSL GeoTrust True BusinessID SAN, bisogna innanzitutto generare un nuovo CSR.

Una volta generato il CSR, è necessario collegarsi al sito  https://products.geotrust.com/geocenter/reissuance/reissue.do

1 – Inserire i seguenti dati:

  • il ” fully qualified domain name” (FQDN) o il “common name” (CN) per il quale il certificato è stato emesso
    NOTA: per i certificati SAN specificare il “primary name” (PN) per il quale è stato emesso il certificato; non è possibile indicare i “Subject Alternate Names” (SAN) per identificare il certificato
  • l’indirizzo email usato per la validazione del certificato

Completare indicando il captcha e cliccare su “continue”

Reissuewithmultidomain1[1]

2 – Selezionare “Request Access” selezionando il relativo order ID

3 – a questo punto verrà inviato un email all’indirizzo email sopra specificato; sarà necessario cliccare sul link presente nell’email per poter accedere allo User Portal

4 – nella colonna a sinistra, cliccare su “Reissue Certificate”

Reissuemultidomain2[1]

5 – selezionare la funzione prescelta, scegliendo fra:

  • Reissue without changing the values of the Additional Domains (riemissione senza nessuna modifica ai SAN)
  • Edit & Add Additional Domains (riemissione modificando o aggiungendo i SAN)
  • Edit & Delete Additional Domains (riemissione modificando o cancellando i SAN)

[box]NOTA: se il numero di licenze SAN non fosse sufficiente, e fosse necessario aggiungerne delle ulteriori, prima della procedura contattare il nostro ufficio commerciale.[/box]

Reissuewithmultidomaincertificate[1]

 

6 – fornire il nuovo CSR e specificare ogni eventuale modifica ai SAN associati al certificato

8 – dopo la validazione ed approvazione di GeoTrust, il nuovo certificato verrà inviato per email all’indirizzo precedentemente indicato

 

 

Uso degli alias email

Per la gestione dei servizi sul nostro pannello di controllo, è di fondamentale importanza l’indirizzo email utilizzato dall’utente: questo sarà il principale mezzo di collegamento con l’utente, attraverso il quale verranno inviati i pro-memoria di scadenza, avvisi tecnici riguardo ai servizi, comunicazioni relative alle richiesta di assistenza, fatture ed altro.

L’indirizzo email sarà anche fondamentale nel caso si smarrisca la password di accesso: l’accesso alla propria casella email sarà indispensabile per risolvere velocemente il problema.

Nelle edizioni precedenti del nostro pannello di controllo abbiamo permesso che la medesima casella email fosse utilizzata da più utenti differenti come casella di riferimento per il proprio account.
Ciò permetteva, ad esempio, a webmaster e consulenti che gestivano una pluralità di clienti, di gestire più profili differenti (uno per cliente), ma tutti afferenti alla loro casella email personale. In tal modo, con una casella sola potevano gestire i servizi di tutti i clienti, mantenendoli però amministrativamente distinti uno dall’altra.

Questo aspetto ha comportato nel tempo alcuni problemi: alcuni utenti, ad esempio, si confondevano, facendo confusione tra i vari account.

Inoltre, il prossimo passaggio ad una nuova piattaforma per la gestione delle richieste di assistenza (“ticket”) prevederà la possibilità, per l’utente, di richiedere assistenza anche senza effettuare il log-in sul pannello di controllo, ma anche semplicemente inviando una mail; ciò renderà ancora più delicata la situazione di quegli utenti che “condividono” la medesima email, perchè non sarà immediato (né per loro, né per i nostri tecnici) individuare con certezza e precisione il servizio per il quale richiedono assistenza.

E’ fortemente consigliabile quindi che tutti gli utenti che utilizzano la medesima email per una pluralità di account sul nostro pannello di controllo, risolvano il problema utilizzando email differenti: una per ogni account.

In alcuni casi, possono venir in aiuto l’uso degli alias email.

Cosa è un alias email ?

E’ un meccanismo per mezzo del quale alcuni provider email permettono di associare ad un unico indirizzo diversi indirizzi “fittizi”.

Ad esempio, avendo l’indirizzo mario.rossi@miodominio.ext è possibile creare degli alias del tipo:

mario.rossi+1@miodominio.ext
mario.rossi+7@miodominio.ext

ecc.

Tutti i messaggi inviati a mario.rossi+1@miodominio.ext in realtà verranno recapitati a mario.rossi@miodominio.ext; attraverso il proprio client di posta è poi possibile creare regole o filtri che permettono di “separare” questi messaggi dagli altri.

Quindi, l’utente Mario Rossi che voglia utilizzare il suo unico indirizzo mario.rossi@miodominio.ext per più utenti, dovrà semplicemente creare un alias per ciascun account, senza necessità di dover registrare diversi nuovi indirizzi email solo a questo scopo.

Non tutti i provider permettono la gestione degli alias, ed ognuno lo fa con proprie particolarità.
Segnaliamo di seguito le guide relative ai principali servizi:

gmail:  https://support.google.com/mail/answer/12096?hl=it

hotmail: http://windows.microsoft.com/it-it/windows/outlook/add-alias-account

libero: http://aiuto.libero.it/premium/libero-mail-plus/faq/6756.phtml

 

PEC (Posta Elettronica Certificata) e Firma Digitale

La PEC (Posta Elettronica Certificata) e la Firma Digitale sono due strumenti che, anche se spesso utilizzati in stretta combinazione tra di loro, sono comunque ben separati e distinti.

La PEC permette l’invio di un messaggio di posta elettronica di data e contenuto certo, e “non ripudiabile” né dal mittente né dal destinatario.

La Firma Digitale invece permette di contrassegnare un qualsiasi file (compresi, quindi, anche i messaggi di Posta Elettronica Certificata) con una firma, strettamente personale, non falsificabile e non ripudiabile, che ha il medesimo valore di una firma autografa “tradizionale” su un documento cartaceo.

Quindi bisogna sempre tener ben presente che:

  • una casella PEC può essere intestata indifferentemente ad una persona fisica o giuridica;
  • una firma digitale (salve rare e particolarissime eccezioni) è intestata sempre ed esclusivamente ad una persona fisica;
  • attraverso una casella PEC è possibile inviare messaggi ed allegati che, opzionalmente e se necessario, possono venir firmati digitalmente da una o più persone differenti;

Per il momento, DomainRegister.it offre servizi di Posta Elettronica Certificata, ma non fornisce invece strumenti per la firma digitale; a questo riguardo consigliamo di rivolgersi alla locale Camera di Commercio, che cura la distribuzione locale della “Carta Nazionale dei Servizi“, che comprende anche strumenti per la firma digitale.

Come variare la configurazione di un VPS CronusCloud

L’infrastruttura CronusCloud permette di variare la configurazione di un VPS con maggior facilità di quanto non sia possibile su un server fisico.

Quali risorse è possibile variare in un VPS CronusCloud?

E’ possibile variare, secondo necessità, le seguenti risorse:

  • numero di vCPU
  • vRAM allocata
  • storage high-end
  • storage mid-line
  • banda minima garantita

 

Per upgrade della configurazione:

L’utente, dopo aver fatto il log-in sul pannello di controllo panel.newmedialabs.it, dalla sezione specifica di gestione del VPS può accedere alla funzione “upgrade”, dove è possibile inserire l’ordine per le maggiori risorse desiderate.
Una volta completato l’ordine ed effettuato il relativo pagamento, riceverà comunicazione del momento in cui verrà effettivamente svolta l’espansione del VPS.
Tali operazioni (pianificate di norma su base quotidiana) comportano un fermo del server coinvolto ed il successivo riavvio, con un fermo di servizio la cui durata normalmente è di pochi minuti, ma che può protrarsi per configurazioni particolari o stati particolari del server.
Ciò si applica per gli upgrade di risorse quali vCPU, vRAM e storage; non si applica agli upgrade di banda minima garantita che – fino a 40 Mbps complessivi – vengono applicati automaticamente nell’arco di pochi minuti

Nota sull’upgrade di storage

A seguito dell’espansione, verranno ingrandite le dimensioni del disco virtuale (VDISK) a disposizione del server.
Dopodiché l’utente, utilizzando gli strumenti e le procedure proprie del sistema operativo utilizzando, dovrà procedere al suo partizionamento (aggiungendolo a partizioni già esistenti, ove possibile, oppure creandone di nuove).
In alcuni casi è possibile intervenire direttamente sull’unità logica esistente, ripartizionandola in maniera adeguata.
In altri casi invece, può essere opportuno procedere all’espansione di un’unità duplicandola in una di maggior dimensione, ovvero, per esempio, volendo aumentare una certa unità logica da 50 a 90 GB:
a – richiedere un’allocazione di spazio pari a quella totale della nuova unità (quindi, 90 GB);
b – ripartizionarla creando la nuova unità logica da 90 GB;
c – duplicare i dati dalla vecchia alla nuova unità logica
d – rinominare la nuova unità logica, in modo che sostituisca la vecchia
e – cancellare la vecchia unità logica e richiederne poi la dismissione
Le due possibilità (ripartizionamento dell’unità logica esistente oppure duplicazione della stessa) dipendono dalle caratteristiche del sistema operativo utilizzato, nonché da considerazioni sui tempi necessari all’operazione e sulla sua eventuale complessità, la cui valutazione deve esser fatta – caso per caso – dall’Amministratore del server.

Downgrade di vCPU, vRAM, banda

Il downgrade di risorse deve essere richiesto a mezzo ticket, specificando chiaramente:

  • il VPS del quale si richiede il downgrade (indicare il nome del servizio, non l’IP!)
  • le risorse che si intende dismettere

Il ticket deve essere aperto almeno tre giorni lavorativi prima della scadenza mensile del servizio; altrimenti, non sarà possibile garantire il downgrade del servizio in tempo, e l’utente sarà costretto a rinnovare le risorse per un ulteriore mese.

Nota sul downgrade di storage

La riduzione delle dimensioni di un disco può esser soggetta a diversi problemi, che dipendono soprattutto dal sistema operativo utilizzato.
E’ un’operazione quindi in genere sconsigliata, soprattutto per i dischi di sistema.
La flessibilità dell’infrastruttura Cloud in cui viene realizzato il sistema non deve infatti trarre in inganno: un VPS sarà sempre e comunque soggetto ai vincoli ed alle procedure proprie del sistema operativo scelto, anche nella gestione delle sue unità di storage.

Per maggiori informazioni, relative allo specifico caso: aprire un ticket di assistenza